10 lezioni per il successo nella vita direttamente da Marco Aurelio

A cosa serve fare content marketing

In meno di dieci anni il Content Marketing ha sensibilmente messo in crisi il settore dell’advertising tradizionale (carta stampata, eventi, fiere, pubblicità su radio e tv, ecc.). Ma cosa ha di così speciale il “marketing dei contenuti”?

Cerchiamo di capire cos’è: il Content Marketing è una forma di marketing dedicata alla creazione e alla condivisione di contenuti con i precisi obiettivi di: acquisire, informare e mantenere i clienti. Infatti, quello che differenzia principalmente la mera pubblicità dal Content Marketing è che quest'ultimo non è espressamente indirizzato alla vendita, serve invece per offrire conoscenza.


Se ci pensiamo bene, una volta si parlava di passaparola, che nel mondo anglosassone è tutt'ora molto utilizzato come strategia di marketing (word-of-mouth), il buon lavoro di un'azienda era nelle corde vocali degli stessi clienti. Oggi invece, con la consacrazione di internet e del mondo digitale  quel buon lavoro può essere consigliato o condiviso via chat, post, fotografia o video, molto più facilmente di quello che si pensa.

Ogni azienda dovrebbe investire molto più budget in creazione e condivisione delle informazioni su prodotti e servizi, ormai sul web sono i contenuti a fare la differenza. Tutto questo è Content Marketing: brochure, white paper, articoli di approfondimento, immagini, presentazioni, video, infografiche, conversazioni, articoli, infografiche, ecc.

Tutto ciò che fa notizia o informazione può essere definito “marketing dei contenuti”, ma è ovvio che esiste una netta differenza tra: pubblicare documenti sul web o condividere notizie saltuariamente e in modo disomogeneo e fare un vero e proprio Piano di Content Marketing (leggi anche piano editoriale). La strategia ripaga sempre ed è vincente.

Come fare Content Marketing strutturato?

Le modalità di creazione dei “contenuti” sono molteplici, ogni azienda dà più o meno importanza ad un contenuto rispetto ad un altro, in base alle proprie strategie e ai target di riferimento (clienti). Per alcuni prodotti ad esempio si rivela più strategico un video virale pubblicato da un giovane cliente su YouTube che dieci video ideati da una società pubblicitaria, in quel caso la strategia vincente potrebbe essere: facilitare la creazione dei contenuti provenienti direttamente dal pubblico (grazie a contest, eventi, premi, ecc.). Dare l'opportunità ai clienti di parlare in prima persona.

Sempre di più “Content is King”.

I canali per la messa in pratica del Content Marketing sono principalmente tre:
  1. INTERNO - L’azienda crea i contenuti internamente (es. white paper, video, infografiche, photo-gallery, articoli, ecc.), crea un proprio Piano editoriale e utilizza risorse interne (Ufficio Mktg)
  2. ESTERNO - L’azienda utilizza una società di comunicazione specializzata per tutte le attività (Piano editoriale strategico, creazione contenuti, condivisione, analisi)
  3. MIX - L’azienda opta per una via di mezzo utilizzando la società specializzata solo per alcune attività (es. creazione video e/o articoli, condivisione social, ecc.)
Dipende molto dal settore di riferimento, ma in generale nel B2B si tende a dare più importanza al “know how” per contenuti come ad esempio brochure, white paper, video. L’aspetto informativo ha ancora un forte impatto (Information is King). Mentre nel B2C accade l’opposto, le vendite sono sempre più spesso collegate ad aspetti irrazionali ed emotivi (Emotion is King).

In entrambi i casi, comunque è importante non dimenticare mai l’importanza del fattore SEO = ottimizzazione sui motori di ricerca e del fattore Credibilità = fiducia in un brand, immagine, riconoscibilità, ecc. Entrambi i fattori sono determinanti perché un contenuto fatica molto ad emergere se non viene sorretto da una corretta attività SEO e da una buona credibilità del marchio.


Ma come fare a migliorare la propria visibilità online? Proprio come un gatto-che-si-morde-la-coda è il Content Marketing stesso ad arrivare in salvataggio. Il ranking sui motori di ricerca è influenzato da decine di fattori, ma sono gli stessi "contenuti" a facilitare la ricerca di un prodotto online e quindi anche a migliorare la riconoscibilità di un brand.

Ma come fare a creare contenuti strategici in modo strutturato? E farli condividere sul web da i giusti influencer? La risposta è semplice, sempre più aziende si rivolgono a piattaforme come Coobis, specializzate nella creazione di contenuti ideati ad hoc. Vengono individuati i giusti blogger/influencer con le corrette competenze, per creare articoli specialistici e pubblicarli su precisi siti web, blog e social. Queste azioni non solo creano importanti backlink ai fini SEO, ma favoriscono la brand awareness, ovvero la riconoscibilità di un marchio, rendendolo più familiare e “vicino” agli interessi di un preciso target-cliente.

Siamo appena all’inizio dell’era del Marketing dei Contenuti. I contenuti saranno sempre più importanti e serviranno per... distinguersi dalla concorrenza, attirare attenzione, avvicinarsi a nuovi target, coccolare il cliente.     

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