10 lezioni per il successo nella vita direttamente da Marco Aurelio

5 motivi per cui creare un chatbot è meglio che avere un sito web

Chatbots ecco la novità degli ultimi mesi nel mondo del digital marketing, il nuovo strumento che promette di aiutare marketer e social media manager a rendere più lineare ed efficace tutta la "value chain", guidando prospect e lead attraverso un percorso di scoperta, interesse e acquisto che sembra diventare sempre più tortuoso e difficile da gestire.


In questo post vogliamo presentare una tesi piuttosto forte e forse anche un po’ estrema ma suffragata dall’esperienza di questi mesi e dal confronto con tanti professionisti e aziende. L’idea è questa: per piccoli e medi business (soprattutto, ma non solo) è più conveniente ed efficace creare un chatbot da agganciare alla loro pagina Facebook piuttosto che avere un sito web.

Forte eh? Troppo? Vediamo: qui di seguito presenteremo 5 argomentazioni a sostegno di questa nostra affermazione, starà poi a te valutare se e quanto questa idea sia valida o meno - l’importante è che comunque questo post possa stimolare una riflessione sui chatbot, sui social media e sul futuro del marketing online.

Mercato potenziale

Il primo punto da considerare è che ci sono molte più persone che utilizzano ogni giorno le piattaforme di messaging rispetto a quelle che navigano sul web e visitano siti che non siano i principali e più frequentati, come Google e Facebook. Una recente statistica rivela che Messenger ha quasi 1 miliardo e mezzo di utenti mensili - donne e uomini di tutto il mondo che ogni 5 minuti tirano fuori il proprio smartphone per mandare e ricevere messaggi su una piattaforma che è diventata parte integrante della loro vita quotidiana. Utilizzare uno strumento potente come un chatbot per interagire autonomamente con questo immenso mercato significa abbattere un primo ostacolo al successo di una qualsiasi strategia di marketing - trovare un terreno comune con il proprio target.

Modalità di interazione

La seconda considerazione riguarda la modalità di interazione. Se il genere umano è ormai abituato a leggere le pagine di un sito e cliccare link per navigare da un contenuto all’altro, è piuttosto oggettivo che la modalità migliore che l’uomo conosce di imparare, informarsi e scoprire novità è quella “conversazionale” - una serie di domande e risposte sequenziali, dove il flusso del discorso accompagna l’utente verso gli obiettivi che il creatore della conversazione ha definito.


Le piattaforme di chat unite ai chatbot consentono di sfruttare al massimo proprio questa modalità di interazione così atavica e istintiva: un bot permette infatti di definire “alberi di conversazioni” che il prospect segue naturalmente, percorrendo quasi senza accorgersene il pezzo di funnel che è stato pensato per avvicinarlo all’azione finale, riducendo al minimo il rischio di perderselo per strada (senza contare poi che la chat viene sempre “ricordata”, quindi anche a distanza di giorni o settimane l’utente può riprendere il filo del discorso esattamente da dove l’aveva lasciato - provate a farlo con un sito!)

Concorrenza

Il punto numero 3 è strettamente legato all’attualità ed è forse uno dei più pressanti e importanti. Basterebbe anche solo citare due statistiche:
Questi numeri dimostrano come sia a dir poco urgente creare un chatbot per catturare prima degli altri l’immenso pubblico di cui abbiamo parlato prima e abituarlo a interagire su questa piattaforma - c’è ancora tempo per conquistare posizioni dominanti, sia a livello globale che nel territorio di riferimento. Con un sito, beh, buona fortuna a competere con i 10 nuovi siti che vengono creati ogni secondo...

Efficacia

Con un chatbot si possono fare tutte le cose che si fanno con un sito web - e meglio. Se da un lato esistono chatbot che presentano le ultime news, acquisiscono lead, ricevono prenotazioni per alberghi e ristoranti, informano su servizi e aziende e addirittura permettono agli utenti di acquistare prodotti direttamente all’interno della chat di Messenger, gli studi più recenti dimostrano che i messaggi inviati dai bot hanno un open rate che sfiora il 90% (chi non butta subito l’occhio sul telefono quando sente il “ding” di un nuovo messaggio?) e quindi quegli stessi messaggi che possono essere veicolati su un sito acquisiscono subito un’efficacia incredibilmente maggiore.


Insomma, utilizzare Messenger e un chatbot è praticamente come avere un sito web che gli utenti possono consultare conversandoci e che da solo li può ricontattare su uno strumento che hanno sempre in tasca. Se è un sogno, per favore non svegliateci...

Facilità di creazione

Se tutto quello che abbiamo detto fino ad ora dovrebbe già essere sufficientemente convincente, l’ultimo punto che stiamo per presentare è la vera e propria “killer feature”. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, creare un chatbot completo ed efficace è più facile che costruire un sito web. Lasciando perdere l’ipotesi di scriversi un bot da zero (cosa ovviamente fattibile usando le API di Messenger e il linguaggio di programmazione preferito, così come si possono comporre pagine e siti partendo da HTML, CSS, JavaScript e quant’altro si voglia usare) esistono diverse piattaforme per creare chatbots online che consentono anche ai meno tecnici di realizzare dei bot pronti per essere immediatamente utilizzati sia per il proprio business che, soprattutto, per essere rivenduti ai clienti.

Allora? Ti abbiamo convinto? O hai ancora qualche dubbio su questa nostra valutazione? I commenti sono a tua disposizione!

Silvio Porcellana si occupa di digital marketing e web dal 1999. Nel 2017 ha creato ChatbotsBuilder, la prima piattaforma per costruire chatbots - totalmente in italiano. 

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