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Le banche sempre più attive sui social, ecco i 7 motivi


Le banche sono sempre più social, e questo ovviamente non accade per caso. L’indagine di Abi (dati pubblicati anche su IlSole24Ore) parla chiaro: nove istituti di credito su dieci sono molto attive sui social.


I Social, una vera opportunità


In base alla ricerca, in media ogni banca è presente su 5 social diversi. I più utilizzati sono Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn

L'interesse per i social cresce di semestre in semestre e si rivelano vincenti sia le campagne di pubblicizzazione dei prodotti che le attività di brand building e customer service.

"I social sono dei buoni luoghi virtuali in cui pubblicizzare i prodotti bancari ma sono soprattutto degli ottimi canali attraverso cui dialogare con i clienti"

Secondo l’indagine, gli utenti desiderano risposte dirette dagli istituti di credito. Ecco perché il 55% delle banche presenti sui social network usa anche gli strumenti di messaggistica social (Facebook messenger, Whatsapp, Skype e Telegram, oltre che le chat attive sui siti delle banche) per poter dialogare con i clienti (attuali e potenziali).

Si rivela sempre più determinante e profetica una delle regole base del marketing tradizionale:

"Per avere successo bisogna andare dove c'è il cliente"

Ed è proprio quello che da circa cinque anni stanno facendo le banche, spostandosi sempre più sul versante "virtuale", offrendo sia un nuovo tipo di comunicazione che nuovi servizi online.

Vediamo nel grafico qui sotto che, gli strumenti più utilizzati dalle banche sui social media sono: immagini/foto 42% e contenuti testuali 31%. I video solo il 20%, mentre newsletter e documenti sono sempre meno utilizzati.



I social servono per generare un contatto diretto con clienti e soci, ed attrarre i potenziali consumatori avvicinandoli ad un'idea nuova di banca: più vicina ai giovani e al loro modo di pensare.

Ecco il grafico che raffigura i temi più trattati dalle banche sui social media:


Il linguaggio delle banche è cambiato: non più istituzionale ed austero, ma volto all'inclusione e al coinvolgimento emozionale, i giovani si conquistano se li si fa sentire "parte di un gruppo".

I social sono cruciali per le banche: ecco i 7 motivi

Ci ricordiamo le banche di 20 o 30 anni fa? Ingessate, burocratiche, elitarie e poco collaborative. Oggi? Fanno a corsa a creare servizi web e con i giovani comunicano quasi esclusivamente sui "social".

Leggiamo interessanti spunti proposto da Brenna Keough, Digital Strategist di ZAG Interactive, apparso sul blog The Financial Brand

I Social Media sono ormai un elemento indispensabile del marketing mix, perché consentono di:


1. Creare Connessioni

I social facilitano la comunicazione bidirezionale, ciò consente a banche e cooperative di credito di interagire, non semplicemente parlare. I clienti rispondono, chiedono, si relazionano direttamente, offrendo idee e riflessioni. 

L'interazione è un ottimo strumento per rafforzare la fedeltà alla marca e la soddisfazione del cliente.

2. Promuovere prodotti e servizi

Grazie ad un nuovo approccio, più amichevole e diretto (immagini e video), i social media offrono nuovi canali per promuovere prodotti e soluzioni bancarie (attraverso campagne creative ad hoc), studiate appositamente per ogni social: LinkedIn, YouTube, Facebook, ecc.

3. Facile condivisione

I social sono il mezzo più potente che consente di allargare a macchia d'olio la comunicazione (se fatta bene). La condivisione è vincente perché: facile da realizzare e proviene da amici/conoscenti.

Un messaggio può essere letto o visto da milioni di persone in pochi giorni, e può servire anche semplicemente per aumentando la fiducia dei consumatori nella banca.


4. Targeting

Social come Facebook, LinkedIn, Twitter consentono di raggiungere target precisi di clientela.

Il social targeting consente agli utenti di distribuire messaggi e comunicazione agli individui in base a criteri molto precisi, tra cui la posizione geografica, età, sesso, carriera, istruzione e interessi. Inoltre, grazie ai profili social dei clienti si riescono a conoscere informazioni molto specifiche: interessi, composizione della famiglia, luoghi vacanze, idee e progetti, desideri, ecc.

5. Controllo real-time e totale flessibilità

I social media permettono il controllo in tempo reale, e massima flessibilità nel modificare campagne, articoli, progetti.

Sul web si creano contenuti ed approfondimenti in poche ore, si possono anche sviluppare diverse forme comunicative, l'una diversa dall'altra in base alle tipologie di cliente con cui parliamo. Tutto questo è modificabile in qualsiasi momento, in tempo reale.


6. Social Customer Care

E' possibile ascoltare attivamente le conversazioni online ciò consente alle banche di comprendere eventuali problematiche, rispondere alle richieste, annotare idee e proposte. 

Il controllo della conversazione è determinante per contribuire positivamente alla buona reputazione del brand, per ricucire i rapporti con clienti scontenti, per fidelizzare clienti che non hanno modo di passare dalle filiali fisiche.

Il servizio di social customer care è tra i servizi ritenuti più importanti dai consumatori. 


7. Misurabilità, ROI

I social a differenza di quello che si possa pensare, sono tra i canali marketing più misurabili di tutti. Il web offre sempre dei dati di ritorno: attraverso gli Analytics di Google, di Facebook, di Twitter o anche grazie a piattaforme più complesse (a pagamento). 

Si possono impostare  ed ottenere importanti KPI (visite sito web, impressions, engagement, commenti, accesso ad aree specifiche di servizi online, ecc.) che diventano ancora più decisivi se incrociati con dati provenienti dal CRM o dal gestionale aziendale (conti correnti aperti, richieste informazioni inviate, servizi utilizzati, ecc.).

Grazie al web si può comprendere il VALORE preciso degli sforzi fatti.

La misurabilità è forse l'elemento più decisivo che ha portato le banche a servirsi e credere sul web e sui social. Avere dei KPI come termometro di cosa stiamo facendo serve sia per monitorare efficacemente l'operatività su web e social, ma soprattutto per comprendere il raggiungimento di obiettivi definiti ed eventualmente fare degli aggiustamenti (tuning) in corso.

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About Simone Serni

Fondatore di Social Media Marketing Italia svolge attività di docenza corsi e consulenza su: Digital Marketing, Brand Building, Motivazione, Leadership, Personal Branding.