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Storytelling, una storia deve emozionare, coinvolgere ed incuriosire

Storytelling l'arte di raccontare emozionando

Fare Storytelling significa utilizzare la narrazione per informare, emozionare e incuriosire il pubblico, comunicando strategicamente contenuti creati su misura.

Il racconto di un amico è semplice comunicazione interpersonale, lo Storytelling è marketing, ovvero qualcosa di più complesso e strategico, con precisi obiettivi. La storia di un amico ci emoziona, ci incuriosisce e ci spinge a sapere di più su quell'argomento, ma lo Storytelling va oltre: crea un legame psico-emoztivo con il prodotto/tema narrato. Accade inconsciamente. Se l'utente è stato realmente conquistato emotivamente dalla storia ascoltata, la sua mente creerà un legame tra emozione provata e brand/prodotto rappresentato (solo un'esperienza negativa concreta potrà rompere in futuro quel legame).

L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare. Giorgio Armani  --  CLICK TO TWEET 

Lo Storytelling non è semplice comunicazione. Lo Storytelling è una scienza, molto evoluta all’estero, tanto che si parla di Scienze della Narrazione (applicate al marketing, alla politica, alla medicina, ecc.). Lo scopo di chi usa lo storytelling è trasformare un semplice racconto in emozioni per instaurare una relazione profonda con il pubblico di riferimento: non lo si vuole solo informare, l'obiettivo primario è coinvolgerlo attivamente.

Storytelling è marketing. Significa trasformare un racconto in emozioni ed instaurare una relazione di fiducia con il pubblico di riferimento.  --  CLICK TO TWEET 

Sono molti anni che negli Stati Uniti lo Storytelling viene studiato ed insegnato, qui in Italia non è molto. Il primo ad utilizzarlo in politica? Risposta semplice: Berlusconi. Poi sono venuti Grillo, Renzi e Salvini. Tutti loro non si sono limitati a comunicare degli slogan politici, hanno invece creato vere e proprie narrazioni costruite ad arte in modo da emozionare sensibilmente l'elettorato. Storie semplici da comprendere e soprattutto affini alle tensioni sociali del momento. In altri termini: hanno sfruttato la loro capacità di emozionare l'elettorato con argomenti sociali caldi che potessero accendere gli animi ed esclamare: "ha proprio ragione".

Scopo principale? Creare un forte coinvolgimento emotivo tra cliente e brand (prodotto/persona/servizio), in modo da instaurare fiducia e riconoscibilità del prodotto per il futuro (la mente del cliente rimarrà legata alle emozioni che quel brand ha fatto provare).

Storytelling: creare forte coinvolgimento emotivo tra cliente e brand per instaurare fiducia ed accrescere la riconoscibilità (brand awareness).  --  CLICK TO TWEET 

RACCONTARE MA SOPRATTUTTO INCURIOSIRE
Se non avete storie interessanti da raccontare, c'è un trucco che potete utilizzare, molto utilizzato nelle arti narrative (scrittura, cinema, tv): giocare tutto sulla curiosità.

Viene detto che i gatti sono gli animali più curiosi del mondo, beh, volendo includere noi umani nell'insieme "animali" vinceremmo sicuramente a curiosità, anche con i gatti.

Volete un esempio di pubblicità mirata ad incuriosire? Guardate queste immagini qui sotto e capirete cosa ci si può inventare per "rompere gli schemi" ed oltrepassare la pura offerta gratuita di un servizio.

Ditemi la verità: quale di questi due servizi scegliereste (immagine sotto)? Dareste maggiore fiducia a chi vi offre un servizio gratuito o a pagamento? Free Hugs = Abbracci gratuiti


Io personalmente sarei molto tentato da quello a pagamento. Da una parte ho un abbraccio gratis, ok, lo posso prendere subito (è facile, è sempre lì disponibile), dall'altra parte invece ho un abbraccio da 2 dollari!! Come sarà un abbraccio deluxe? Quanto durerà? Forse avrò anche un massaggio? Lo devo provare!

Proprio così, grazie alla curiosità possiamo far leva su qualcosa che va oltre ai semplici elementi razionali dell'acquisto: l'istinto, ovvero l'impulso emotivo di conoscere, l'interesse irrazionale della scoperta.

L'uomo ragionevole si adatta al mondo. L'uomo irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a sé. Quindi tutto il progresso dipende dall'uomo irragionevole. George Bernard Shaw 
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Ricorda che, le storie di successo hanno una narrazione che tiene conto di questi 3 elementi:

1) Emozione (rendere emozionanti i temi trattati)
2) Coinvolgimento (trasformare l'ascolto passivo del pubblico in partecipazione attiva)
3) Curiosità (giocare sull'istinto irrazionale della scoperta e delle emozioni)

Se la nostra comunicazione ha al suo interno almeno 2 di questi elementi riuscirà a scaturire interesse nel pubblico, creare interazione con il brand e far crescere la sua riconoscibilità (brand awareness).


ABBRACCI STELLARI
Un altro esempio, molto divertente, che riesce a spiegare perfettamente l'aspetto istintivo-emozionale della curiosità umana è riassunto in queste due fotografie qui sotto.


Quale di queste due comunicazioni ti attrae e ti incuriosisce maggiormente?
Ti butteresti immediatamente nelle braccia del Robot bianco (Stormtrooper)? O saresti incuriosito di scoprire cosa ha da offrirti il misterioso Robot nero (Shadow Trooper), di cui non conosci il messaggio?


Saper vendere un prodotto non significa soltanto saper comunicare con chiarezza espositiva e forte impatto (Robot bianco), in caso di confronto con dei concorrenti che offrono "forse" il tuo stesso prodotto, è importante saper attrarre a sé l'attenzione del cliente, incuriosendolo ed emozionandolo (Robot nero).

La sfera emotiva ed irrazionale di noi umani è sicuramente molto più preponderante di quella razionale. Non ce ne accorgiamo. Sono stati fatti degli studi sul nostro comportamento d'acquisto nei supermercati ed è risultato che veniamo spesso guidati dagli aspetti emotivi (colori, immagini, posizione, ambiente, nostro stato d'animo, ecc.) e solo per pochi prodotti ci affidiamo alla razionalità (controllo ingredienti, provenienza, ecc.). Ci fidiamo del nostro istinto!


CONOSCI LA CAMPAGNA "FREE HUGS"?
Nacque tutto dall'idea di Juan Mann nel 2004, che dopo un viaggio a Londra ed atterrato nella sua Sidney, si trovò all'aeroporto tutto solo, senza che nessuno lo accogliesse. Nessuno si era ricordato che del suo ritorno. Si sentiva un turista nella sua città natale. 

A quel punto non ci pensò due volte, comprò dei pennarelli, prese del cartone e creò il suo primo Cartello Free Hugs, li voleva offrire ma era lui ad averne bisogno.

Dopo un pò di stupore nel vedere uno strano tipo con un cartello "abbracci gratuiti", si fermò la prima persona, abbracciò Juan raccontandogli che era molto triste perché il suo cane era morto quel mattino. Da quel giorno Juan Mann portò avanti la campagna "Free Hugs" trasformandola in qualcosa di molto più grande di una semplice azione benefica, oggi questo movimento è presente in tutto il mondo (vedi foto) e coinvolge sia psicologi che persone comuni.

L’importanza dell’abbraccio è incontrovertibile. Gli psicologi hanno spesso condiviso pagine importanti a rafforzarne il ruolo, dovuto a molteplici significati comunicativi, affettivi, emozionali. Oltre alla componente psicologica non va trascurata quella fisiologica, infatti nel corso dell’abbraccio, l’organismo produce le endorfine, che sono sostanze prodotte dal cervello, in grado di abbassare la soglia del dolore e di aumentare la sensazione di piacere e benessere. 

Sono molte le ricerche scientifiche che negli anni hanno indagato il significato dell’abbraccio, alcune di queste sono riuscite anche a quantificare il numero di abbracci al giorno che ognuno di noi avrebbe bisogno.

A) servirebbero 4 abbracci al giorno per sopravvivere
B) servirebbero 8 abbracci al giorno per il mantenimento del benessere psicofisico
B) mentre servono 12 abbracci al giorno per crescere o per curare le persone che avvertono 
maggiore solitudine e smarrimento

In uno dei suoi testi, la famosa psicoterapeuta statunitense Virginia Satir scrisse: "Ci servono quattro abbracci al giorno per sopravvivere. Otto abbracci per mantenerci in salute. Dodici abbracci per crescere".

Ci servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere, 8 per mantenerci in salute, 12 per crescere.   --  CLICK TO TWEET 

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About Simone Serni

Fondatore di Social Media Marketing Italia svolge attività di docenza corsi e consulenza su: Digital Marketing, Brand Building, Motivazione, Leadership, Personal Branding.