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Stiamo assistendo alla morte dei vecchi media? No, alcuni dati confermano l'opposto

In questi ultimi sei mesi sono apparsi centinaia di articoli in cui si parlava della fine dei vecchi media, il crollo delle statistiche di vendita dei giornali, di ascolto della radio e dell'importanza della televisione. Ma ne siamo certi? Siamo del tutto sicuri che i vecchi media siano vicini all'estinzione?

Cerchiamo di capire quale sia la situazione attuale. Riprendendo i dati di un articolo del noto Blogger Davide "Tagliaerbe" Pozzi, è vero che nella fascia sotto i 34 anni (i cosiddetti giovani) la TV arranca, viene vista sempre meno e si nota la quasi totale assenza della carta (in molti percepiscono il giornale come un media "non più necessario" di cui se ne può facilmente fare a meno), mentre sul gradino più alto svetta lo smartphone. I giovani (tra i 14 e i 34 anni) amano e usano il proprio telefonino per attività disparate: ricerca informazioni e notizie, prodotti, vacanze, viaggi, musica, foto, video e molto altro.

Web, web, web. Non si sente parlare altro che dell'importanza di internet e dei suoi mondi paralleli (vedi social media). I dati lo confermano è vero, anzi sembra che nell'ultimo anno anche gli over 60 stiano rivelandosi degli ottimi navigatori web grazie all'utilizzo dei Tablet. Smartphone e Tablet hanno rivoluzionato l'approccio al web, giovani e meno giovani sono tutti allineati su un punto: non è più possibile fare a meno del web per attività di ricerca delle informazioni.

Assisteremo quindi all'estinzione dei vecchi media? Non penso, sicuramente conosceremo una metamorfosi dei media; come già assistiamo nella carta stampata che sempre più si sta dirigendo verso la realtà digitale parallela (giornali online, giornali e libri sfogliabili su tablet, notizie aggiornate 24 su 24 sui siti web delle testate giornalistiche, musica in MP3 e scaricabile su iTunes, ecc.).

LA PUBBLICITA' E' IL VERO AGO DELLA BILANCIA
Ma la pubblicità che fa? E' lei che determina quale media sia più "interessante" (con maggiore audience e appeal). E' lei l'ago della bilancia, quello che fa realmente comprendere la fine o la nascita di un nuovo media. Sì, proprio lei. Perché è la prima a salire sul carro del vincitore e la prima a lasciare quello del perdente. Allora, secondo i più... dovrebbe aver già lasciato TV e Radio da tempo. Ma vediamo i dati Nielsen relativi ai periodi 2013 e 2014 nella tabella qui sotto... e riflettiamo.


Gli investimenti pubblicitari sulla TV superano di 9 volte quelli su Internet, e anche che quello televisivo è l’unico mercato (assieme a quello radiofonico) dove la spesa cresce. E si può anche rilevare che la pubblicità sui quotidiani, seppure in caduta libera, rimane il doppio rispetto a quella sul web, che raccoglie appena più dei periodici.

Allora, cosa pensare? In sintesi, possiamo confermare che stiamo vivendo una reale trasformazione (metamorfosi) dei media tradizionali, questo è fuori da ogni dubbio. Ma non possiamo affermare che TV, Radio e Giornali siano finiti, perché questi sono tutt'ora parte integrante del nostro quotidiano ed il web vive parallelamente ad essi. Non è un caso che le attività su Twitter e su Facebook si impennano durante i programmi televisivi indirizzati ai giovani, come "Amici", "X-Factor", "The Voice of Italy". L'interazione web nasce ancora da azioni che nascono spesso su altri media tradizionali. Per questo il mondo della pubblicità non sta lasciando la TV. Mamma TV è sempre la più seguita e soprattutto la più autorevole nel dare consigli di vendita.

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About Simone Serni

Fondatore di Social Media Marketing Italia svolge attività di docenza corsi e consulenza su: Digital Marketing, Brand Building, Motivazione, Leadership, Personal Branding.