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Come sfruttare al meglio Instagram, strategico per le aziende 2.0

Consigli #socialmediamarketing: come sfruttare al meglio #instagram

Le persone cercano autenticità, anima, spirito e vita quotidiana del brand. Tutti aspetti che attraverso Instagram possono essere opportunamente veicolati, in prima persona e attraverso l’aiuto delle comunità degli Igers, sempre pronti ad affiancare i brand in questa narrazione.

Un rapporto proficuo, quello tra Instagram e le aziende. In molti settori, primo tra tutti quello del lusso, questa piattaforma è tra le più utilizzate e anche tra quelle che offrono i risultati migliori, perché la comunicazione visiva, unita all’immediatezza e al largo utilizzo del mezzo, rappresentano un richiamo e un’opportunità irrinunciabili.

Instagram ha creato un apposito blog che presenta i casi interessanti con consigli preziosi alle marche che intendono sfruttare al massimo le potenzialità di questo social. In particolare sono cinque, le raccomandazioni di cui far tesoro:
  1. Siate fedeli al vostro marchio: assicuratevi che il vostro immaginario esprima in modo chiaro la vostra personalità e la vostra voce. Evitate di prendervi troppo sul serio e non mettetevi sul piedistallo, ma al contrario attingete dalle tendenze della comunità Instagram per riflettere in modo eccentrico la creatività della azienda.
  2. Condividete esperienze: Offrite la visione del mondo o lo stile di vita del vostro marchio attraverso gli occhi delle persone che utilizzano i vostri prodotti e servizi.
  3. Cercate la bellezza ovunque: mostrate come la vostra azienda veda il mondo e rendetelo importante ed evocativo per la gente.
  4. Ispirate all’azione: create un movimento attorno al vostro marchio, che ispiri le persone a catturare foto o video,durante l’azione che avete suggerito, magari attraverso l’uso di un hashtag.
  5. Conoscete il vostro pubblico: scoprite quello che la gente ama del vostro brand, ed esplorate i modi in cui si possa catturare l’immaginazione di nuovi clienti.

GLI IGERS, LA COMUNITÀ DI INSTAGRAM
Ma l’attrazione delle aziende verso Instagram non sarebbe tanto forte, se oltre ad un pubblico attento e appassionato non ci fosse anche una community internazionale, sempre più coinvolta e partecipe.

In Italia, la passione spontanea ed estemporanea si è addirittura trasformata in un’associazione: Instagramers Italia, che si spende per “organizzare quante più attività possibile sul territorio attraverso attività fotografiche di gruppo (instameet e instawalk) e migliorare costantemente il livello e la qualità delle foto condivise”.

Così come i blogger, da diversi anni protagonisti della scena internazionale della comunicazione e sempre più apprezzati dalle aziende, che li coinvolgono e collaborano con loro con diverse modalità e strategie, anche gli igers sono oggi punti di riferimento importanti, da soli e in gruppo.

DEFINIRE UNA STRATEGIA EDITORIALE
Ma prima di rivolgersi alla community degli igers, le aziende debbono sviluppare una propria strategia editoriale, studiando a fondo la piattaforma per comprenderne le dinamiche e il funzionamento.
  • Bisogna comprendere e conoscere bene gli utenti, prima di tutto. Come sugli altri canali sociali, infatti, l’azienda si trova a competere con i contenuti degli utenti, per emergere e per guadagnare seguito, visibilità e coinvolgimento. Occorre pertanto studiare il proprio target e capire cosa possa funzionare davvero e come lo si debba veicolare.
  • Bisogna comprendere le logiche della diffusione dei contenuti, che a differenza di altre piattaforme non beneficiano di “aggregatori di contenuti”, o di “vetrine” che aiutino un utente o un brand ad ottenere visibilità, ma viaggiano attraverso le community di riferimento e attraverso gli hashtag, che li fanno scoprire a chi fa ricerche su particolari tematiche.
  • Bisogna mettere in campo una strategia coerente con i valori del brand, con la sua “voce”, ma che sappia interpretare al meglio le tematiche e il “registro di conversazione” del target di riferimento e del canale. Sfida complessa, ma centrale, per il successo di un’azienda su Instagram.
  • Bisogna mettersi in gioco e imparare a interagire con gli altri utenti, per evitare che un’esperienza sociale di condivisione si trasformi in un insopportabile monologo di marca, simile alla vecchia comunicazione mainstream.
Sfruttare al meglio le potenzialità di Instragram, significa averne compreso a fondo i fondamentali, oltre che le logiche. Significa aver compreso che emozione, immediatezza, creatività, condivisione e appartenenza sono chiavi di fondamentale importanza, per chi ama quasta App e la utilizza per comunicare e interagire.

COSA POSTARE SU INSTAGRAM?
Le tipologie di contenuto sono sostanzialmente quattro:

a. Fotografie accattivanti (non di prodotto ma di ambientazione o di scena legata allo stile del brand)
b. Cartoline di una destinazione o locandine di un evento
b. Anteprime e anticipazioni
c. Backstage, persone, ispirazioni

Oltre all’immagine hanno grande importanza la descrizione delle foto, che sarà poi esportata sulle eventuali altre piattaforme utilizzate (Facebook, Twitter, Foursquare) e, ovviamente, gli hashtag. Altra informazione importante è quella relativa allageolocalizzazione, che può essere assicurata sfruttando le venue di Foursquare.

COINVOLGERE LA COMUNITÀ
Gli Igers, sempre più spesso invitati dalle aziende in qualsiasi tipologia di evento, non soltanto condividono la passione per la fotografia mobile, ma ancor più si sentono parte di una comunità a carattere locale e nazionale, basata su differenti livelli d’interesse. Dalla tecnologia (dispositivi, accessori, sistemi operativi, app) allo storitelling, al citizen journalism, passando per le proprie passioni ed hobby, per la promozione del territorio e degli eventi, fino alla promozione personale e ad una buona dose di esibizionismo ed autocelebrazione.

La passione per i brand, e la relativa “ostentazione” sui canali sociali, non sono il focus primario, ma un collaterale su cui le aziende possono fare leva solamente se sono disposte ad assecondare gli utenti sui loro interessi primari e sulla loro disponibilità di interagire alla pari e in modo libero e spontaneo.

Niente forzature, dunque. Giocare, non imporre, è la focale corretta di qualsiasi iniziativa. Giocare a partire da un’idea semplice, veicolata attraverso un hashtag che suggerisca un concetto o una call to action chiara, immediata, di semplice realizzazione.

Con Instagram un brand può veicolare la sua vision, il suo mood, la sua idea di un prodotto o di un servizio, oltre che, più in generale, la propria concezione del brand stesso. Ma quando si mette in gioco su questa piattaforma, deve accettare il rischio e l’avventura di fare un salto nel buio della visione degli utenti, della loro declinazione dei prodotti e dei servizi nella vita reale, nel quotidiano, “nel sudore e nel sangue” di un mondo che quasi sempre dista anni luce, dalla narrazione fatta dal brand.

LO STORYTELLING
Lo storytelling che può essere messo in atto su Instagram, dunque, è un esercizio collettivo, basato sull’utilizzo degli hashtag e sulla interazione con altri canali, Facebook su tutti. Lavorando bene sull’uso degli hashtag si possono ottenere ottimi risultati, integrabili sul sito o su qualsiasi pagina web, per un risultato di grande impatto e dal notevole potenziale di “virale”.

Tra i brand internazionali che meglio stanno cogliendo l’opportunità offerta da Facebook, spiccano colossi come Nike, Starbucks, Adidas, Vans, Victoria’s Secret, Red Bull, GoPro, BMW, H&MZara, Converse e molti altri, soprattutto nei settori della moda e del lusso.

Postano foto e video di ottima qualità, molto spesso senza alcun filtro. Alternano foto e video “istituzionali” a contenuti più ironici e divertenti, intrattenendo i propri follower e ispirandoli quotidianamente ad un uso nuovo e creativo dei propri prodotti, che su Instagram molto spesso si sganciano dagli archetipi e dalle “costrizioni” dei canali tradizionali.

Ma soprattutto cercano il contatto con gli utenti, l’interazione, li stimolano continuamente a sentirsi parte di un movimento e a postare contenuti che poi verranno ripresi dai canali ufficiali del brand, incorporati nei siti aziendali, valorizzati nelle campagne e nella comunicazione istituzionale, per sancire un profondo legame di collaborazione e di relazione.

Quali sono gli argomenti e gli oggetti dei loro post su Instagram? Come riescono a dare qualcosa in più e qualcosa di nuovo e di diverso ai loro follower? Le foto e i video che piacciono di più, sono quelli che raccontano l’azienda nella propria quotidianità, mostrando dipendenti e collaboratori all’opera, fornendo piccole anticipazioni, raccondando il dietro le quinte e le prime fasi di vita dei prodotti.

Su Instagram occorre saper dosare bene i grandi contenuti di qualità, probabilmente le seconde scelte rispetto alla comunicazione fatta sui media tradizionali, all’immediatezza di scatti rubati durante il work in progress, che fanno capire cosa ci sia oltre e dietro al prodotto finito e quale sia lo spirito e il clima che si respira in azienda.

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About Simone Serni

Fondatore di Social Media Marketing Italia svolge attività di docenza corsi e consulenza su: Digital Marketing, Brand Building, Motivazione, Leadership, Personal Branding.